Art. 548 – Codice civile – Riserva a favore del coniuge separato
Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, ai sensi del secondo comma dell'articolo 151, ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato [585 c.c.].
Il coniuge cui è stata addebitata la separazione [151 c.c.] con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L'assegno è commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, e non è comunque di entità superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi.
Le parole ricomprese fra parentesi quadre sono state abrogate.
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Massime correlate
Corte cost. n. 450/1989
è costituzionalmente illegittimo - in relazione agli art. 3 e 38 cost. - l'art. 31, 1° comma, lett. a), l. 13 luglio 1965, n. 859 (norme di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea), nella parte in cui esclude dal diritto alla pensione di riversibilità anche il coniuge superstite separato per sua colpa o al quale la separazione è stata addebitata con sentenza passata in giudicato, avente diritto agli alimenti il coniuge deceduto; sono conseguentemente illegittimi in applicazione dell'art. 27, l. 11 marzo 1953, n. 87, gli art. 22 1° comma, l. 4 dicembre 1956, n. 1450 (miglioramento del trattamento posto a carico del fondo speciale di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia); l'art. 21, 1° comma, l. 29 ottobre 1971, n. 889 (norme in materia di previdenza per gli addetti ai pubblici servizi di trasporto; l'art. 21. 1° comma, lettera a), l. 23 novembre 1971, n. 1100 (istituzione di un ente di previdenza e assistenza a favore dei consulenti del lavoro e l'art. 5, 1° comma, n. 1, l. 1° luglio 1975, n. 296 (modifiche al trattamento pensionistico del fondo speciale degli addetti alle abolite imposte di consumo).
Corte cost. n. 1009/1988
è illegittimo, per violazione degli art. 3 e 38 cost., l'art. 20, 1° comma, lett. a), l. 2 febbraio 1973, n. 12, nella parte in cui esclude dal diritto a pensione di reversibilità il coniuge superstite quando .
Corte cost. n. 213/1985
L'art. 2122 c.c. non può essere interpretato nel senso di attribuire le indennità previste dagli artt. 2118 e 2120 c.c. anche al coniuge separato per colpa, o al quale, anche in concorso con l'altro coniuge, sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudizio, e che non abbia avuto diritto ad assegno alimentare a carico del lavoratore poi defunto. Conseguentemente, non è fondata, in riferimento all'art. 3 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2122 c.c., sollevata dal giudice a quo sulla base dell'interpretazione disconosciuta dalla Corte.